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Educazione dei movimenti: muoversi nell'ambiente

pubblicato il:28/08/2023
categoria:Insegnanti
di:Chiara Colusso

Un ambiente armonioso, bello esteticamente, curato, ricco di proposte e materiali può davvero essere tale se anche chi lo abita porta con sé un ordine a 360 gradi.

Ordine nei movimenti, ordine nel proprio agire.

Si tratta di educare i bambini ai movimenti, a muoversi nell’ambiente, ad avere il controllo del proprio corpo, ad utilizzare con grazia le attività a disposizione.

Nessuno “nasce imparato”, perciò questa educazione deve essere costante e deve avvenire anche e soprattutto con l’esempio.

 

L’educazione ai movimenti è uno degli aspetti fondamentali della fascia 3-6 anni. Il terreno più fertile per osservare risultati maggiori a lungo termine è in mano agli insegnanti della scuola dell’infanzia. Ma se ci troviamo ad insegnare in una scuola primaria, possiamo e dobbiamo riprendere questa educazione che porrà le basi del lavorare bene insieme.

 

Nei primi due mesi di scuola è importante lavorare in modo focalizzato sulla libera scelta e sul movimento coordinato: alzarsi, sedersi, tagliare, incollare, comporre puzzle… poi pian piano si può iniziare a lavorare facendo le prime presentazioni individuali: in questo modo l’insegnante può dedicarsi ad un bambino o ad un piccolo gruppo mentre gli altri sono impegnati in altre attività. Ecco che piano piano diventa tutto armonioso.

 

Facciamo un esempio. Se c’è stato un lavoro finalizzato all’educazione dei movimenti, quando è necessario spostare dei banchi o delle sedie per qualche particolare attività ecco che questo momento non sarà causa di caos, rumore forte, nervosismo e disordine, ma avverrà con armonia.

Educare ai movimenti significa porre le basi per la gestione della vita giornaliera. A quel punto poi sarà tutto più semplice.

In questo modo si crea armonia, si educa alle relazioni e al rispetto di sé stessi e degli alti, si gettano le fondamenta per il buon lavorare insieme.

 

È un investimento iniziale che permetterà di rendere tutto più fluido nei mesi a seguire.

 

Quindi, concretamente, che fare?

 

All’inizio, nei primi giorni di scuola, far vedere ai bambini come ci si muove in questo ambiente. Alzarsi e sedersi è la prima cosa che mostreremo. Poi presenteremo come trasportare una sedia, un tavolo, come aprire e chiudere una porta.

Possono sembrare delle banalità, e ti chiedo quindi di provare a compiere una di queste azioni. Trasporta la sedia da un punto ad un altro della stanza: da quanti movimenti è composta questa azione?

Si tratta di fare un’analisi dei movimenti, ovvero capire quali e quanti movimenti, uno dopo l’altro, vanno compiuti per “spostare una sedia”; ma questi movimenti devono avere una loro economia, cioè è necessario compiere solo quelli essenziali, tralasciando i superflui.

 

Le neuroscienze parlano dei neuroni a specchio: questo ci dice che impariamo facendo, muovendoci e vedendo l’altro. Ecco qui l’importanza dell’esempio, del fatto che i bambini apprendono anche vedendo i compagni e gli insegnanti.

Questo porta con sé prima di tutto una rieducazione di noi stessi. Quante volte ci alziamo facendo rumore con la sedia, oppure una volta in piedi la lasciamo in disordine? Ci sembrano cose di poco conto, eppure se poi siamo in classe e tre o quattro bambini si alzano con poca grazia, è probabile che li riprendiamo perché hanno fatto troppo baccano.

Ecco allora l'importanza di osservare ed educare noi stessi, per poi educare il bambino e porre le basi per una vita di classe armoniosa e rispondente ai bisogni di crescita dei fanciulli.

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